05/09/19 Napoli, l’analisi del girone di Champions

NAPOLI. Se l'urna europea non fu benevola lo scorso anno, inclusi in un girone di ferro con Liverpool, PSG e Stella Rossa, il sorteggio di Montecarlo, svoltosi pochi giorni fa, ha arriso agli uomini di Ancelotti. Il passaggio agli ottavi di Champions, perlomeno sulla carta, non dovrebbe risultare complicato per i partenopei, che si ritroveranno sulla strada il Liverpool, nel frattempo diventato Campione d'Europa, ma incroceranno anche due squadre teoricamente abbordabili come Salisburgo e Genk. Gli alibi della scorsa stagione, la prima di Ancelotti in un raggruppamento complicato, non possono essere nuovamente esibiti in questa.

Ancora tu, ma non dovevamo vederci più? Il Napoli ritrova il Liverpool

Per avere una riprova di quanto sia stato favorevole il sorteggio è sufficiente collegarsi ad un sito di comparazione quote come Topscommesse.com, dov'è possibile verificare ed equiparare le quotazioni proposte dai broker legalmente riconosciuti relative al passaggio del turno degli Azzurri. Il favorito ad occupare il primo posto al termine del girone, però, è sicuramente il Liverpool, nonostante i partenopei abbiano sconfitto i Reds (3-0) in un'amichevole pre-stagionale di qualche settimana fa. E diversamente, non può essere. La squadra di Klopp, infatti, si presenta ai nastri di partenza come detentrice del trofeo, con la certezza di una rosa identica a quella della passata stagione e che non necessita, conseguentemente, di nessun periodo di transizione.

Per quanto visto a Dortmund, le squadre di Klopp lavorano decisamente meglio nel lungo periodo, quando hanno fatto proprie completamente idee e filosofia di gioco del vulcanico tecnico tedesco. Non ci sarebbe da stupirsi, quindi, se un giocatore come Keita, bravissimo a centrocampo ad interpretare entrambe le fasi, esplodesse in questa stagione dopo un'annata di apprendistato; d'altronde, anche un certo Lewandowski, a Dortmund sotto la gestione Klopp, fece un'intera stagione da riserva di Barrios prima di sbocciare definitivamente. Il modulo col quale gioca il Liverpool è il 4-3-3, in cui il gegen-pressing la fa da padrone assoluto. I calciatori più pericolosi sono indubbiamente gli esterni d'attacco Salah e Mané, che si avvalgano del preziosissimo lavoro tattico e di cucitura di Firmino, punta di movimento imprescindibile nello sviluppo della manovra offensiva.

Salisburgo e Genk abbordabili, ma ricche di talento

L'avversaria che ha riservato la terza fascia, a differenza del Liverpool, è uscita totalmente rivoluzionata dalla sessione di calciomercato estiva. A Salisburgo, infatti, hanno deciso di aprire un nuovo ciclo dopo l'addio di Marco Rose, tornato nella natia Germania per accomodarsi sulla prestigiosa panchina del Borussia M'Gladbach. A guidare il team austriaco è stato chiamato Jesse Marsch, tecnico statunitense che gravita attorno al mondo Redbull da almeno un quinquennio, prima da head coach della squadra di New York e poi, la scorsa stagione, come vice-allenatore di Ragnick in quella di Lipsia.

Un'annata, quella trascorsa in Germania, che ha consentito al tecnico statunitense di prendere le misure al calcio europeo e di ricevere preziosi consigli da Ralph Ragnick, ex tecnico del Lipsia, capostipite, di fatto, del gegen-pressing, divenuto poi noto grazie alla maniacale applicazione di Klopp. La rosa è stata totalmente rivoluzionata. E gli addii di Samessekou, Wolf, Dabbur, Schlager e Lainer rischiano di avere un certo peso nella massima manifestazione europea. Anche se a giudicare dell'impressionante ruolino di marcia dei Tori in Bundesliga austriaca, cinque vittorie in altrettante partite disputate con 22 goal realizzati e solo 3 subiti, non si direbbe.

La cenerentola del girone, che potrebbe comunque creare più di un grattacapo al Salisburgo per accedere all'Europa League, dovrebbe essere il Genk, compagine che negli ultimi anni è stata in grado di sfornare talenti d'assoluto valore come - per citarne alcuni - De Bruyne, Milinkovic-Savic e Cortouis. Uno scouting fra i migliori al mondo, che ha consentito ai belgi di superare in ambito nazionale compagini dal pedigree più nobile come l'Anderlecht e di vincere l'ultimo campionato belga. Anche il Genk, come il Salisburgo, ha optato per un cambio in panchina, da Clement a Felice Mazzù, e dovrebbe schierarsi in campo con un 4-2-3-1 particolarmente votato al calcio offensivo. Dove Samatta, autore fin qui di uno strepitoso avvio di stagione, è chiamato a finalizzare l'intero lavoro di squadra.

 

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