10/04/14 La condizione militare: quinta parte

 Cari amici militari, in questo articolo proveremo a fare alcune considerazioni sul ridimensionamento organico che deve subire la Difesa e a dare alcune risposte ai quesiti che ci siamo posti inizialmente.

Il processo di revisione si innesta su un percorso già avviato dal modello professionale e modificato successivamente dai numerosi tagli imposti dalle manovre finanziarie nonché dalla spending review. In questa situazione i flussi di alimentazione di personale sono e saranno stabiliti in funzione delle fuoriuscite. Tuttavia, è opinione comune che i transiti verso altre amministrazioni avranno impatti ridotti. Essi infatti sono stati pensati per contemperare le esigenze sia del singolo sia dell’amministrazione ricevente, esigenze queste che, c’è da scommettere, non si allineeranno così frequentemente. La previsione dei transiti è la testimonianza di un compromesso politico. Il legislatore infatti ha riconosciuto da un lato la necessità della Difesa di collocare i propri esuberi in altre amministrazioni, dall’altro non ha potuto obbligare dette amministrazioni ad assorbire quote di personale militare, lasciando così loro ampia discrezionalità. C’è da dire comunque che un risultato migliore di questo non poteva essere raggiunto.

Difficilmente il transito raccoglierà consensi, soprattutto da parte del personale più anziano. Probabilmente potrà attrarre una fascia di personale meno anziana, in servizio presso enti in chiusura o costretta al pendolarismo, che preferirà peggiorare il proprio trattamento a favore di un avvicinamento familiare. Più interessante appare l’altro strumento di fuoriuscita, l’ARQ di cui abbiamo parlato nell’articolo precedente, che sarà più o meno ampio a seconda delle eccedenze riscontrate nei vari ruoli. A questo riguardo si può affermare tranquillamente che i sistemi di gestione delle eccedenze possono risultare limitati ed insufficienti per gestire la revisione organica delle Forze Armate. Ambizioso e difficile appare infatti l’obiettivo di pervenire alle 150 mila unità nel 2024. Per questo motivo il legislatore ha previsto l’eventuale proroga di tale data. Cosa potrà quindi accadere in futuro? Potrebbe essere accolta la soluzione di differire i termini oltre il 2024 ( questo presupporrebbe tuttavia la necessaria copertura finanziaria). Potrebbe in alternativa essere riproposto l’istituto dell’esenzione, cancellato dalle Commissioni Difesa, magari con elementi a minor impatto mediatico (trattamento economico più ridotto). Potrebbe essere modificato l’istituto dell’ARQ a domanda, prescindendo dalla maturazione del requisito pensionistico anticipato e fissando un diverso numero di anni dal limite di età. Potrebbe infine essere spostato oltre il 2020 lo scivolo a 5 anni dai limiti di erà in quanto esistono classi assai numerose di sottufficiali in grado di ricorrere a questo istituto tra il 2020 e il 2024.

 

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