24/01/17 San Giorgio a Cremano: Jorit Agoch omaggia Troisi – LE NOSTRE FOTO

SAN GIORGIO A CREMANO. Jorit Agoch, già autore del celebre volto di San Gennaro a Forcella, in queste ore si sta cimentando nel ridare vita al famoso attore sangiorgese: Massimo Troisi.   Ha scelto di immortalare su muro tre momenti importanti nel panorama del cinema italiano.   La prima scena è incentrata sul film “Ricomincio da tre” precisamente nell’atto in cui Gaetano racconta all’amico Lello (Arena) la voglia di partire per Firenze.   Troisi: Chell ch’è stato è stato... basta, ricomincio da tre... Arena: Da zero!... Troisi: Eh?... Arena: Da zero: ricomincio da zero. Troisi: Nossignore, ricomincio da... cioè... tre cose me so' riuscite dint'a vita, pecché aggia perdere pure chest? Aggia ricomincià da zero? Da tre! La seconda immagine racconta del bacio tra Mario Ruoppolo e Beatrice( Maria Grazia Cucinotta) nel film “il Postino” diventata famosa in tutto il mondo. Diretto nel 1994 da Massimo Troisi e Michael Radford ebbe numerosi riconoscimenti tra cui l’Oscar per la miglior colonna sonora di Bacalov.   Il tuo sorriso si espande come una farfalla. (Mario nell’intento di conquistare Beatrice)   Il terzo ed ultimo momento che Joric Agoch ha voluto immortalare è l’esilarante momento in cui Roberto Benigni e l’attore sangiorgese scrivono a Savonarola supplicandolo di non uccidere il loro amico Vitellozzo.   Santissimo Savonarola, quanto ci piaci a noi due! Scusa le volgarità eventuali. Santissimo, potresti lasciar vivere Vitellozzo, se puoi? Eh? Savonarola, e che è? Oh! Diamoci una calmata, eh! Oh! E che è? Qua pare che ogni cosa, ogni cosa uno non si può muovere che, questo e quello, pure per te! Oh! Noi siamo due personcine perbene, che non farebbero male nemmeno a una mosca, figuriamoci a un santone come te. Anzi, varrai più di una mosca, no?   Noi ti salutiamo con la nostra faccia sotto i tuoi piedi, senza chiederti nemmeno di stare fermo, puoi muoverti quanto ti pare e piace e noi zitti sotto. Scusa per il paragone tra la mosca e il frate, non volevamo minimamente offendere. I tuoi peccatori di prima, con la faccia dove sappiamo, sempre zitti, sotto.   ROBERTO LIUCCI.                                

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