22/12/19 Timbri aziendali: ecco a cosa servono e come si usano

ROMA. Quando si parla di timbri aziendali, bisogna fare riferimento che, nonostante l’evoluzione dei computer, si tratta di strumenti che tornano ancora estremamente utili a livello aziendale. Non si tratta solamente di mera praticità, ma è una questione che riguarda un po’ tutto il brand, visto che i timbri personalizzati rafforzano l’immagine dell’azienda stessa.

È importante chiarire fin da subito come i timbri aziendali non siano assolutamente obbligatori: nessuna impresa è costretta dalla legge ad averne uno. In realtà, però, è un vero e proprio valore aggiunto, sia dal punto di vista della praticità nello svolgere tutte le diverse pratiche di carattere amministrativo che per quanto riguarda l’immagine vera e propria del marchio a cui fa riferimento. Un timbro, in fondo, presenta la medesima valenza giuridica di una firma ed è fondamentale per la convalida pure di contratti.

Quali sono i dati da inserire all’interno di un timbro aziendale

Ci sono tanti modi per creare dei timbri personalizzati online: tra gli altri, quello di affidarsi a delle apposite piattaforme specializzate, come ad esempio Mistertimbri.it, che riescono a coniugare due aspetti fondamentali come qualità e affidabilità. Ci sono tante imprese specializzate che si occupano della realizzazione di timbri sia per aziende che per privati.

La prima cosa da fare è quella, ovviamente, di capire quale sia la tipologia di timbro su cui puntare. Avere un’idea ben precisa in mente è il primo passo nella creazione di un timbro di successo. Sotto questo aspetto, è abbastanza facile intuire come non ci siano delle limitazioni da rispettare, ma si può optare per il tipo di timbro che maggiormente si considera adeguata.

I dati da immettere all’interno del timbro sono solo ed esclusivamente quelli aziendali. Quindi, bisogna inserire ogni tipo di informazione che possa rendere l’azienda riconoscibile. A patto, ovviamente, che la stampa sia sempre al 100% leggibile, senza contare come l’efficacia comunicativa debba essere sempre ai massimi livelli. Insomma, è importante considerare il timbro come se fosse una vera e propria appendice dell’azienda, in grado non solo di rappresentarla, ma anche darle la giusta autorevolezza.

Per le società di persone, è fondamentale inserire, all’interno del timbro, la ragione sociale per esteso. Poi, non devono mancare anche il nome o i nomi degli intestatari, l’indirizzo correlato alla sede fisica dell’attività e i vari contatti. In quest’ultima categoria troviamo sicuramente il telefono, il fax, la partita IVA e l’indirizzo mail PEC.

Nell’ultima riga che riguarda la descrizione della società, ecco che si deve lasciare lo spazio per l’apposito sito dell’azienda, che al giorno d’oggi non può assolutamente mancare. Spostando l’attenzione verso le società di capitali, come ad esempio SpA e srl, è necessario sempre inserire anche il capitale sociale che è stato oggetto di versamento. Quest’ultimo dato deve essere inserito vicino alla ragione sociale e all’indirizzo della sede.

Tralasciando la componente puramente tecnica, il timbro rappresenta anche un vero e proprio strumento di comunicazione e di impatto. Per qualsiasi aziende, l’obiettivo è quello di trasmettere qualità e solidità nei confronti sia dei competitor che del pubblico. Ecco spiegato il motivo per cui la cura sia del lato grafico che del design è di primaria importanza.

Nella creazione del logo aziendale è importante sottolineare come non ci siano particolari vincoli in merito alla forma piuttosto che all’impostazione del layout del timbro. Lavorare di fantasia è la cosa migliore da fare, sempre con un occhio di riguardo verso l’estetica. Rappresentare l’identità del brand dovrebbe essere la mission di qualsiasi logo aziendale, tenendo conto di come siano ben tre le tipologie di timbri più diffuse sul mercato, ovvero quella a secco, quella manuale e quella autoinchiostrante.

 

 

 

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