25/03/15 (29) Carne si…carne no…o solo un po'?

Nella nostra rubrica è arrivato il momento di analizzare la parte centrale della piramide alimentare dove, dopo il settore del consumo giornaliero, passiamo a quello settimanale (vi invito a rileggere l’articolo dove troverete anche la foto con le varie suddivisioni).

L’argomento che approfondiremo oggi riguarda nello specifico “la carne”.

Come noterete nella dieta mediterranea l’assunzione consigliata è di 3/4 volte a settimana di carni bianche o pesce, la carne rossa invece è inserita all’apice della piramide con un consumo mensile solo in piccole quantità  (ovunque si legge di limitare il consumo di carni rosse sia per la salute sia per l'ambiente e buona parte dei nutrizionisti sono decisamente favorevoli).

Iniziamo dalle origini.

Dobbiamo sapere che la carne è l'alimento principale per l'uomo da 2-3 milioni di anni e che gli uomini delle caverne, di cui è risaputa la buona salute, amavano mangiare di più gli organi interni e portavano le ossa nella caverna per romperle e per usufruire dei preziosi grassi contenuti nel midollo. In quei tempi lasciavano i bovini al pascolo e aggiungevano al foraggio erba medica e a volte anche semi di lino. Ora invece gli allevatori usano solo mangimi a base di miscele innaturali di sostanze chimiche, farina di cereali e soia che purtroppo sono la causa di tanti problemi.

In Italia abbiamo raggiunto in questi anni il consumo record di circa 90 Kg di carne a testa all'anno. Se si escludono dalla media i circa 2,5 milioni di bambini con meno di 5 anni (che ne mangiano meno) e i 6 milioni di vegetariani e vegani, il consumo degli adulti carnivori si assesta intorno ai 105 kg all'anno a testa. Si tratta di circa 3 etti di carne al giorno, tutti i santi giorni!

Ecco alcune problematiche che possono insorgere con un eccesso di consumo di carne rossa:

* tumore al colon retto;

* accumulo di acido urico nel sangue e per tamponare la variazione del PH l'organismo è costretto a mettere in circolo ioni calcio, questo comporta perdita di calcio dai denti e dalle ossa;

* aumento di colesterolo LDL, con rischi di arteriosclerosi e infarto del miocardio;

* obesità;

* maggiore probabilità di sviluppare un tumore al seno.

 

Allora una cosa è certa: una dieta con troppa carne fa sicuramente male! Per avere un'alimentazione equilibrata occorre mangiarla due volte a settimana, però dobbiamo ricominciare a scegliere quella “giusta”. Se analizziamo il suo contenuto chimico (ad es. quella bovina) si può notare che cambia a seconda dell'alimentazione. In Italia, fortunatamente, ci sono numerose aziende che allevano gli animali ancora "come una volta" e potrebbe essere una buona idea quella di dedicare la scampagnata del fine settimana a ricercare allevamenti biologici, assicurandosi così che gli animali vengano trattati degnamente. C’è da considerare che i costi potrebbero essere più alti, ma è anche vero che la spesa viene ridimensionata dalla frequenza limitata del suo acquisto.

Ora se analizziamo la dieta Vegetariana e Vegana, solitamente si pensa  che chi non mangia carne può avere problemi e rischia per la sua salute.  Eppure è stato riscontrato che i Vegetariani e i Vegani hanno un tasso di mortalità in percentuale più basso dei “carnivori”, minore presenza di tumori di tutti i tipi e il 24% in meno di casi per morte da cardiopatia ed ischemia, infine un tasso di obesità e sovrappeso bassissimo rispetto al resto della popolazione.  Tra le varie forme di pensiero è giusto trovarsi però nel mezzo e ridurre l’assunzione di carne, valutando delle valide alternative. Sicuramente bisogna ridurla a 3/4 porzioni alla settimana (pesce, pollame, ecc.) e una volta al mese la carne rossa, come la piramide alimentare suggerisce.

Una nuova tendenza che ultimamente si è andata affermando, soprattutto negli Stati Uniti, che sembra stia prendendo piede anche da noi in Europa, è la dieta Flexitariana simile a quella vegetariana, dove non si esclude totalmente la carne o i prodotti a base di carne e si è più "flessibili". Il consumo di proteine animali, in questa dieta, è ridotto al 10 per cento, ma non solo, la differenza con i vegetariani risiede anche nelle motivazioni. I vegetariani e i vegani scelgono di non mangiare carne spesso per motivi etici e sono assolutamente contrari all’idea di cibarsi di animali, i flexitariani decidono di non mangiare carne soprattutto per seguire uno stile alimentare sano e salutare (studi antropologici hanno dimostrato che tale dieta è simile a quella degli uomini primitivi, la cui nutrizione era basata sul consumo dei prodotti della terra).

Ma adesso la domanda sorge spontanea: se per noi adulti è meglio consumare meno carne, per tutti i rischi che ne conseguono, i bambini e i ragazzi nella piena età dello sviluppo quanta ne devono assumere?

Vale la pena rammentare che i cibi più adatti alla nostra alimentazione sono quelli che contengono proteine, vitamine, sali minerali, grassi, zuccheri, acqua e oligoelementi. Questi si trovano, tutti ben bilanciati, nella frutta e nelle verdure, mentre la carne è priva di carboidrati, amido, fibra, zuccheri, e vitamina C, quindi altamente scompensata sul piano nutritivo. Ma allora perchè è diffuso il pensiero che imporre a un bambino una dieta con poca carne o addirittura senza sia una grande errore? Per di più sapete che lo sviluppo delle papille gustative è influenzato moltissimo dal dolce, dal grasso e dal sapido (cioè salato) e vanno a bloccare la sensibilità del palato del bambino per tutti gli altri gusti (quelli salutari della frutta, della verdura e dei legumi). Al giorno d’oggi gli zuccheri sono usati ovunque (soprattutto per coprire la qualità scadente delle materie prime utilizzate dalle industrie alimentari) e se ne fa un uso sconsiderato, il grasso e il sapido invece sono presenti negli alimenti di origine animale (quindi la carne ma anche il formaggio e derivati). Questo purtroppo è il motivo per il quale  i bambini non mangiano la frutta e la verdura: mangiano troppa carne, formaggi, salumi, eccetera.

Considerate che secondo uno studio fatto su circa 100 bambini vegetariani nel primo o nel secondo anno di vita, provenienti dal centro e dal nord Italia, si è riscontrato che  hanno difese immunitarie migliori rispetto agli onnivori, i quali seguono un'alimentazione che favorisce una risposta infiammatoria più forte.

Allora si tratta solo di controllare la qualità e di inserirla nella giusta quantità, senza eccedere, perché carne e derivati sono comunque alimenti preziosi per il loro apporto di proteine, di ferro in forma facilmente assimilabile e di vitamina B12 e possono dare un contributo  molto positivo nella dieta dei bambini e non solo. “Riduzione” si ma non per forza “eliminazione”.

Tratto liberamente da  un articolo di Marco Pagani e da un’intervista del Prof. Leonardo Pinelli

Si può mangiare carne per il semplice piacere di farlo, per abitudine o perché si pensa che sia l’unica fonte valida di proteine…oppure non si può mangiare per etica, per seguire uno stile alimentare più sano, per moda o perché non ci piace.          

Per comprendere molte cose, che solitamente non vengono considerate, consiglio di vedere questo video che può essere estremamente utile per valutare un consumo un po’ più consapevole!

 

 

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