30/08/18 I prodotti tipici campani sono i campioni d'Italia

NAPOLI. L'estate 2018 si caratterizza per una nuova moda in ambito turistico: la ricerca delle eccellenze gastronomiche del territorio non più solo come attrazione nella scelta della destinazione, ma anche come souvenir da condividere con amici e parenti. E la Campania ha un patrimonio di prodotti tipici da offrire ai turisti.

Le Bandiere del Gusto 2018. A rivelare la tendenza è una doppia analisi della Coldiretti: l'associazione dei coltivatori diretti guidata dal presidente Roberto Moncalvo e dal segretario Gesmundo Vincenzo, infatti, ha presentato la classifica dei primati enogastronomici con l’assegnazione delle “Bandiere del gusto 2018”, che rappresentano la più ricca esposizione della variegata offerta delle località turistiche nazionali durante quest’estate, e i risultati di una indagine previsionale sui comportamenti dei turisti che hanno scelto l'Italia come meta.

Vince la Campania. La Campania, come dicevamo, ha buoni motivi di vanto: la nostra regione guida infatti la graduatoria assoluta per numero di riconoscimento, con 515 bandiere del gusto identificate con i prodotti agroalimentari tradizionali, distanziando le più vicine "inseguitrici", ovvero Toscana (salita quest'anno a 461 “gioielli”) e Lazio, che conquista il terzo gradino del podio con 409 bandiere. In totale, in Italia si contano quest'anno 5056 “Bandiere del gusto” Made in Italy a tavola

I prodotti tipici della regione. Nel catalogo delle primizie campane si ritrovano eccellenze che arrivano da tutta la regione, comprese alcune specialità veramente molto "local", di piccoli paesini delle aree interne; l'elenco comprende salumi e carni (citiamo solo capicollo di Ricigliano, la sopressata di Gioi Cilento, salsiccia rossa di Castelpoto, ma anche i prosciutti variamente e sapientemente realizzati a Rocchetta, Trevico, Casaletto, Pietraroja e Venticano), così come vari pani locali e salumi (in particolare il caciocavallo di Castelfranco in Miscano, il pecorino di Vitulano e il primosale di Cuffiano) e verdure e legumi, che rimandano alle origini contadine di moltissimi borghi.

Specialità per ogni gusto. Le specialità "verdi" della Campania sono la castagna tempestiva di Roccamonfina, la castagna jonna di Civitella Licinio, i ceci di Cicerale e di Valle Agricola, il tartufo di Colliano e il tartufo nero di Bagnoli Irpino, la cipolla di Vatolla, il carciofo di Pietrelcina e così via, e non meno corposa è la sezione dedicata ai "peccati di gola" come prodotti da forno e di pasticceria: l’amaretto di Caposele, il torrone di Ospedaletto d'Alpinolo, il tarallo di San Lorenzello o il torroncino di San Marco dei Cavoti sono prelibatezze assolute, che conquistano anche i palati più esigenti-

Il legame col turismo. L'aspetto più interessante evidenziato dallo studio di Coldiretti riguarda il nuovo rapporto che si crea tra prodotti tipici e turismo: in un tempo di crisi ancora diffusa, dove quasi il 20 per cento dei viaggiatori torna a mani vuote a casa, la spesa per i souvenir viene trasferita su prodotti utili, e vino, formaggio, olio di oliva, salumi o conserve vincono su tutte le altre scelte. In particolare, i più di quattro italiani su 10 compiono tale decisione, tanto che le prelibatezze sono incoronate come souvenir preferito dell'estate 2018, superando i prodotti artigianali e oggetti come gadget, portachiavi e magliette.

Saper sfruttare le potenzialità. Da Coldiretti arriva anche un "consiglio" strategico per intercettare questo fenomeno, altamente redditivo: i luoghi di villeggiatura dovrebbero moltiplicare le occasioni di valorizzazione dei prodotti locali, puntando ad esempio su attività come percorsi enogastronomici, città del gusto, aziende e mercati degli agricoltori di Campagna Amica, feste e sagre di ogni tipo. Secondo le analisi, il 71 per cento dei vacanzieri in Italia hanno deciso di visitare frantoi, malghe, cantine, aziende, agriturismi o mercati degli agricoltori per acquistare prodotti locali a chilometri zero direttamente dai produttori e ottimizzare il rapporto prezzo/qualità. Inoltre, il 34 per cento dei turisti consuma pasti nelle attività del territorio (ristoranti, agriturismi e pizzerie), e comunque uno su quattro mangia a casa acquistando nei mercatini locali.

 

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