24/07/19 Fisco, focus sulla Ritenuta d’acconto

ROMA. La ritenuta d'acconto è una trattenuta IRPEF o IRES, una modalità di riscossione dei tributi applicata ad alcune categorie di lavoro autonomo e dipendente.

 

Il pagamento della trattenuta è effettuato dal cosiddetto sostituto d’imposta, che trattiene la cifra, e paga allo Stato al posto del reale contribuente.

 

Per capire meglio cos’è, conoscere le modalità di emissione e sapere come funziona il calcolo ritenuta d’acconto in base alla tipologia di professionista, una guida online pratica e molto utile è quella realizzata da Fatture in Cloud, che aiuta a comprendere meglio questo meccanismo di pagamento dei tributi.

 

 

Il calcolo della ritenuta d’acconto è, tutto sommato, abbastanza semplice: nella maggior parte dei casi, corrisponde al 20% dell’imponibile, quando i professionisti sono residenti in Italia.

 

L’aliquota può invece innalzarsi al 30% se il professionista che emette fattura con ritenuta d’acconto risiede all’estero.

 

Discorso ulteriormente a parte meritano gli agenti di commercio, dove la ritenuta è del 23% ma sul 50% dell’imponibile fatturato.

 

La modalità di versamento della ritenuta d’acconto prevede che il sostituto d’imposta, entro il 16 del mese successivo a quello del pagamento, provveda a compilare il modello F24 con codice tributo 1040, indicando il mese e l’anno per cui il tributo è stato pagato.

 

Salvo proroghe, entro il giorno 28 febbraio dell’anno successivo va fatta pervenire a tutti i lavoratori autonomi la Certificazione Unica, che “ufficializza” l’avvenuto pagamento dei compensi e indica tutte le trattenute operate.

 

La ritenuta d’acconto viene applicata per esempio a prestazioni di lavoro autonomo e prestazioni occasionali (con aliquota del 20%), sui compensi erogati agli amministratori di condominio (con aliquota del 20%), sui redditi derivanti dall’utilizzazione delle opere dell’ingegno (con aliquota del 20%), per soggetti non residenti in Italia (con aliquota del 30%), agli incaricati alle vendite a domicilio (con aliquota del 23%).

 

Anche i redditi da lavoro dipendente sono soggetti al pagamento della ritenuta d’acconto. In tal caso, il datore di lavoro si impegna a versare, sempre per mezzo del modello F24 ed entro gli stessi termini, l’imposta. Entro il 31 marzo dell’anno successivo, invierà poi il CUD al lavoratore dipendente; anche il soggetto con redditi da capitale deve versare la ritenuta d’acconto con il modello F24.

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