15/03/16 Senato: via alle votazioni della parity rate

ROMA. Cominciano al Senato le votazioni sul disegno di legge concorrenza che vieta il parity rate, rendendo nulle le clausole che obbligano gli albergatori a non praticare alla clientela finale prezzi e condizioni migliori rispetto a quelli offerti da intermediari terzi, anche online, come ad esempio Booking.com.

Lo ricorda Federalberghi auspicando che dai senatori arrivi una conferma unanime "senza modifiche" del testo già approvato alla Camera: "E' una norma che tutela i consumatori, le imprese e l'erario e che restituisce competitività al sistema turistico italiano", scrive l'associazione.

Federalberghi cita i precedenti in Francia (dove una legge del 2015 "ha stabilito la piena libertà degli alberghi di riconoscere ai clienti sconti e altri vantaggi tariffari") e in Germania ( dove l'Autorità Antritrust nel 2015, "ha proibito a Booking.com di utilizzare le clausole di parity rate, ordinandone la cancellazione da tutti i contratti").

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