25/04/18 (52) Omeopatia che cos'è!

 

Negli articoli precedenti abbiamo iniziato a parlare di cure naturali approfondendo la Fitoterapia, Floriterapia ed anche infiammazione e parassiti. Abbiamo ancora tanti metodi da scoprire nel dettaglio e una delle tecniche di cura più adottate nella medicina naturale è l’Omeopatia. Il suo padre fondatore è stato il medico tedesco Samuel Hahnemann, autore del testo di riferimento “l’Organon dell'arte di guarire” prima edizione nel 1810.

 

Per capire cos’è esattamente questo metodo di cura si può partire dall’origine del nome: esso deriva dal greco "omòios" (simile) e "pathos" (malattia) e in esso vi è dunque il principio fondante dell’approccio omeopatico “il simile viene curato con il simile”. In base a tale principio, il farmaco omeopatico somministrato in un individuo sano provoca gli stessi sintomi che si vogliono curare in un individuo malato. Per curare un soggetto malato, dunque, occorre trovare un rimedio che riproduca i sintomi quanto più simili in un soggetto sano. Capiamo meglio cosa significa “principio di similitudine” con un piccolo esempio. Quando per il freddo si congelano le mani possiamo agire in due modi opposti: o le scaldiamo sul termosifone o le mettiamo a contatto del ghiaccio per un attimo. In questo caso usando i CONTRARI (il calore e quindi il termosifone) operiamo un intervento passivo sull'organismo e lo stato di benessere è limitato nel tempo (come togliamo le mani dal calorifero ci ritroviamo nuovamente con le mani fredde). 

Usando i SIMILI (il freddo e quindi il ghiaccio) operiamo una forte stimolazione sull'organismo che lo spinge a superare il problema e sarà duraturo nel tempo (infatti se tocchiamo per poco la neve le nostre mani diventano immediatamente bollenti). E’ importante però considerare che se esageriamo con il ghiaccio non otteniamo una reazione riscaldante ma bensì un congelamento ed è per questo che l'omeopatia usa quantità minime di diluizione delle sue sostanze curative. 

C’è da considerare però che i preparati omeopatici vengono assunti spesso in regime di auto prescrizione (nella convinzione che ciò che è naturale “non fa male”), oppure può capitare che a volte chi prescrive questi rimedi non è altamente competente e si può creare, in chi li assume, scetticismo o addirittura il rifiuto per la mancata risoluzione!

 

Eppure se ben utilizzati i farmaci omeopatici sono dotati di grande potenza: guariscono malattie e rafforzano la salute, sono efficaci e senza effetti collaterali. E’ un sistema clinico farmaceutico che ha lo scopo di stimolare la risposta di guarigione naturale considerando il corpo e la mente in un’unica entità (approccio olistico), utilizzando microdosi di sostanze derivate da vegetali, minerali o animali.

 

L’omeopatia cura dunque i sintomi considerando la costituzione morfo-funzionale di ogni soggetto che è caratterizzata da una serie di sintomi sia fisici che psichici. Tali sintomi saranno diversi perché diverse saranno le personalità e le costituzioni di ogni malato. E’ per questo che il medico omeopata svolge un ruolo fondamentale: egli dovrà leggere i sintomi sulla base della personalità del paziente, considerando i suoi stati d’animo, le sue vicende passate, i traumi emotivi, la sua vita di relazione. Un altro importante aspetto dell’approccio olistico è l’interpretazione del sintomo. Nella medicina tradizionale il sintomo della malattia è l’elemento su cui ruota la cura e la scelta del farmaco che può combattere la sua azione negativa ed eliminare il malessere del paziente. In omeopatia, invece, il sintomo non è l’obiettivo della cura ma è un segnale da interpretare per capire quale sia esattamente la sua funzione. Un bravo omeopata non tenta mai di sopprimere il sintomo ma indaga le cause che hanno generato quello squilibrio.

La visita omeopatica è lunga e accurata: i sintomi della malattia vengono inquadrati anche in base alle loro modalità di espressione: miglioramenti, peggioramenti, sintomi psichici correlati.

 

Approfondiamo la composizione dei rimedi omeopatici

Il trattamento che rende queste sostanze attive a livello terapeutico fu la grande intuizione di Hahnemann. Egli nei suoi numerosi studi cercò una soluzione per estrarre dalle sostanze d’origine il loro potere terapeutico eliminando quello tossico, causa di numerosi effetti collaterali come accade nella medicina tradizionale. Per ottenere questo risultato arrivò per deduzione ai due principi cardine dell’approccio omeopatico: la diluizione e la dinamizzazione. In omeopatia il rimedio non viene usato in dosi ponderali ma infinitesimali. Fin dalle prime sperimentazioni si poteva osservare che, diluendo la sostanza d’origine in acqua e alcol, veniva azzerato l’effetto tossico poiché non vi era più traccia della sostanza d’origine ma ne rimaneva solo la sua memoria energetica. Ma per far sì che il rimedio mantenesse l’effetto terapeutico perdendo la sua tossicità doveva essere dinamizzato: scuotendo il farmaco più volte (processo di succussione) le sostanze inerti diventavano attive e liberavano poteri latenti della sostanza mantenendo inalterato l’effetto terapeutico. Il farmaco omeopatico agisce, dunque, per via “energetica” e la durata del trattamento e la scelta delle potenze variano in base a sintomi (acuti o cronici), alla loro manifestazione e alla costituzione del paziente.

 

In commercio i farmaci omeopatici si presentano sotto forma di granuli  (piccole sfere di saccarosio e lattosio che contengono il principio attivo del rimedio in diverse diluizioni) inoltre si presentano sotto forma di pomate, gocce e globuli.

I globuli vengono preparati come i granuli ma sono più piccoli e si somministrano in monodosi che contengono 200 globuli circa.

Le gocce sono a base di tintura madre e basta diluirle in poca acqua.

Le diluizioni omeopatiche sono distinte in centesimali (CH), decimali (DH), cinquantamillesimali (LM) e korsakoviane (K). La preparazione iniziale del farmaco omeopatico è chiamata tintura madre (TM) che si ottiene sciogliendo in soluzione idro-alcolica il materiale di partenza del rimedio (animale, vegetale o animale). Successivamente si diluisce una goccia di TM in 99 gocce di alcool in modo da ottenere 1 CH (prima centesimale) per procedere poi con la dinamizzazione agitando 100 volte il flacone. Ogni diluizione prevede l’estrazione di una goccia della prima sciolta nuovamente in 99 gocce di alcool. Si passa così alla seconda diluizione (2 CH): il rapporto con la preparazione iniziale è di 1/10.000 (la terza è 1/1.000.000, la quarta 1/100.000.000 e cosi via). Il procedimento continua fino ad arrivare a 200 CH e oltre. Per le diluizioni decimali viene sciolta una goccia di TM in un contenitore con 9 gocce di alcol in un rapporto 1:10. Per le cinquantamillesimali (LM) il procedimento non cambia ma il rapporto sarà 1:50.000. Per le diluizioni korsakoviane (K) si segue invece un metodo differente ideato da un allievo di Hahnemann, il capitano Korsakov; egli utilizzò un solo flacone da 15 ml in cui si versano 5ml di tintura madre in un flacone, poi viene agitato vigorosamente e quindi svuotato. Successivamente al flacone iniziale si aggiunge acqua distillata per diluire il volume di TM rimasto sulle pareti del flacone. Si agita nuovamente per 100 volte ottenendo così la prima diluizione korsakoviana, la 1K. Il procedimento continua per ottenere la seconda diluizione e le seguenti.

  

Conclusione

I rimedi omeopatici sono spesso criticati perché si pensa che il beneficio deriva solo dall’effetto placebo. Nel corso degli anni non è stato ancora dimostrato il suo iter chimico-clinico, ma ci basta osservare la quantità impressionante di risultati salutari. La particolare preparazione dei rimedi omeopatici li priva di qualsiasi tossicità e questo è un grande vantaggio nella cura delle malattie che richiedono tempi lunghi di terapia. Ristabilire la propria salute in modo naturale è diventata una necessità perchè la medicina ufficiale, quella delle medicine convenzionali, al giorno d’oggi viene usata più del dovuto (invece di usarla solo in casi estremi) e non è così sicura come si pensa, visto che porta molte controindicazioni. Seguendo un’alimentazione sana, senza conservanti-additivi, pesticidi, antibiotici e bevendo almeno 10 bicchieri di acqua al giorno, saremo più reattivi agli effetti curativi dell’omeopatia e delle erbe officinali e scopriremo anche sorprendenti trasformazioni fisiche e psichiche.

BISOGNA PROVARE PER CREDERE.

 

Informazioni pratiche per chi usa farmaci omeopatici:

- utilizzate l'apposito coperchietto del contenitore per raccogliere i granuli (evitando il contatto con le mani poiché il principio attivo del farmaco si trova sulla loro superficie) e da questo lasciateli poi cadere direttamente in bocca;

- assumete 3-5 granuli per volta a secco per via sublinguale lasciandoli sciogliere lentamente (senza masticarli ne inghiottirli), in alternativa possono essere sciolti in un po’ d’acqua e dinamizzati mescolando con un cucchiaino di plastica;

- effettuate il trattamento preferibilmente almeno 30 minuti prima o 2 ore dopo i pasti e ad una distanza di almeno mezz’ora dall’utilizzo di farmaci allopatici;

- evitate di assumere o utilizzare durante la cura prodotti a base di menta (compreso il dentifricio) o di altre sostanze aromatiche (come ad esempio la canfora, che è considerato "l'antidodo" dei rimedi omeopatici) perchè possono interferire con l'assorbimento del prodotto;

- rispettate la data di scadenza del prodotto e conservatelo in luogo secco e al riparo da eccessivi sbalzi termici;

- limitate l'uso di sigarette, alcol e caffè durante il trattamento.                                                                                                                                                         

Liberamente tratto da un articolo della Dott.ssa Gili Maria Luisa e di Marta Chiappetta

                                                                                                             Vi invito a vedere questo video: 

 

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