17/04/14 La condizione militare: nona parte

Cari amici con le stellette, proseguiamo in questo articolo la disamina degli effetti che il blocco stipendiale potrà avere su coloro che andranno in pensione. L’articolo 9, comma 21 del D.L. n.78 / 2010 ha previsto che le progressioni di carriera dei dirigenti delle Forze Armate, delle Forze di Polizia, dei Diplomatici, dei Prefettizi e degli Avvocati dello Stato non danno titolo al corrispondente trattamento economico per il periodo 2011-2013. Il Tar del Lazio, al riguardo, ha sollevato, relativamente ai Diplomatici, alcune questioni di legittimità costituzionale. La Corte Costituzionale, il 12 dicembre 2013, ha rigettato le obiezioni sollevate dal Tar, sottolineando che la misura prevista dal citato articolo 9 è giustificata da inderogabili esigenze di contenimento della spesa pubblica, realizzata con modalità non irrazionali ed arbitrarie, considerata anche la limitazione temporale del sacrificio imposto ai dipendenti. Seppur la sentenza riguardi la norma sul blocco stipendiale inerente le promozioni dirigenziali, i principi in essa stabiliti sono stati estesi a tutto il pubblico impiego e nel caso del personale militare a tutti i gradi. Con il DPR 122 del 2013, il blocco è stato prorogato anche per il 2014. Ora c’è da dire che la pronuncia della Corte Costituzionale, in funzione dei pensionamenti, si presta a diverse interpretazioni. Alcuni ritengono infatti che essa non regola la posizione di chi nel triennio è andato in congedo ne’ di coloro che saranno collocati a riposo successivamente, per raggiunti limiti di età . Nelle norme che originano il blocco infatti non c’è scritto che esso avrà effetti sul trattamento di quiescenza. Pertanto, secondo questa tesi,  per il calcolo della pensione non bisognerà tener conto del blocco. Secondo il mio modesto avviso, che potrà tuttavia essere anche smentito subito dai fatti, l’applicazione del blocco sul trattamento di quiescenza dovrebbe essere illegittimo sia perché manca una espressa previsione normativa che estenda sul citato trattamento l’efficacia delle misure del blocco stesso previsto per il personale in servizio, sia perché produrrebbe effetti permanenti, in contraddizione con il carattere eccezionale e limitato nel tempo della norma. Sarà necessario pertanto chiarire se il trattamento pensionistico debba essere calcolato in base a quanto effettivamente percepito oppure applicando gli stipendi e le altre voci retributive che sarebbero state corrisposte in assenza di blocco. In ogni caso, un aiuto parziale potrebbe arrivare dall’applicazione delle norme sull’ausiliaria.    

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