21/11/16 Ibernazione: fantascienza o futura possibilità?

NAPOLI. Risale a pochi giorni fa il caso della quattordicenne inglese che, malata di cancro, ha chiesto di essere sottoposta ad ibernazione post mortem con la speranza di potersi risvegliare con il corpo intatto quando “al flagello della nostra epoca” sarà stata trovata una cura.

Sono centinaia i casi di questo tipo nel mondo. Si tratta di persone animate da false speranze o c’è qualcosa di fondato in questa scelta?

 Le conseguenze legate al reale funzionamento della criogenesi sarebbero eclatanti: viaggi nello spazio verso galassie distanti anni luce, possibilità di vivere epoche molto distanti...Ma, è bene precisarlo: a differenza dei protagonisti dei più noti racconti fantascientifici, l’ibernazione è attualmente permessa solo dopo la morte del paziente. Le agenzie che offrono questo servizio sono due ubicate negli Stati uniti e una in Russia. I costi oscillano tra i 200 mila e i 36 mila dollari.

Il processo comincia subito dopo la dichiarata morte del paziente, al quale in sala operatoria viene ripristinata meccanicamente la ventilazione ai polmoni e l’afflusso di sangue al cervello. In seguito, il corpo viene immerso in acqua gelida, trasferito nelle strutture preposte a questo tipo di trattamento e al paziente deceduto viene iniettata una soluzione crioprotettiva. Dopo aver immerso il corpo nell’azoto liquido, la temperatura corporea viene portata a -125 gradi e poi a -196, con la speranza che le tecnologie future consentano riportare il paziente in vita nelle stesse condizioni in cui è stato ibernato.

Sono ingenti gli ostacoli a questa teoria e sebbene ci siano studi in corso sull’argomento, al momento, non ci sono tecniche in grado di risvegliare i pazienti sottoposti ad ibernazione.

IL CURIOSO CASO DI WALT DISNEY- E’ stata più volte smentita la leggenda metropolitana che vedrebbe protagonista un Walt Disney ibernato e nascosto sotto una famosa attrazione di Disneyland, in attesa di essere risvegliato. Sua figlia, infatti, ha dichiarato: "Non è assolutamente vero che mio padre voleva essere ibernato. Non aveva persino mai sentito parlare della criogenesi".

Eppure dal 1967 (anno del primo caso di ibernazione ), sono attualmente  377 le persone che si sono fatte sottoporre a ibernazione post mortem e 2mila quelle che hanno stipulato già un contratto per accedere a questa pratica.

 I progressi di ricerca e tecnologia saranno tali da superare tutti gli ostacoli? Sperare, in questo caso, "costa", ma "la speranza è l'ultima a morire".

 

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