01/11/13 Schiavone, nel 1997, sul traffico dei rifiuti: ''Tra vent’anni saranno tutti morti di cancro''

Agghiaccianti rivelazioni quelle del pentito di camorra Carmine Schiavone, rese, già nel lontano 1997 (clicca qui per il pdf), alla Commissione di inchiesta parlamentare sul ciclo dei rifiuti. Rivelazioni alle quali tutti possono accedere grazie al voto, all’unanimità, che oggi si è svolto negli uffici di Presidenza della Camera per la desecretazione del documento.

Già dalle prime righe del documento ci si rende conto di quanto fosse esteso il potere della criminalità organizzata negli anni 80/90. Schiavone parla dell’inizio della sua attività nel ramo dello smaltimento illecito di rifiuti tossici avviato nel 1988, quando ebbe la prima proposta di occuparsi di tale attività.

Poi successivamente è descritto minuziosamente il modo in cui venivano smaltiti rifiuti tossici. Il processo era, tutto sommato, semplice: siccome all’epoca il clan dei casalesi gestiva i lavori per la realizzazione dell’asse di supporto Nola-Villa Literno, acquistavano terreni nelle vicinanze , scavavano fino al raggiungimento delle falde acquifere (25/30 metri), usavano il terreno (illecitamente perché bisognava utilizzare altri tipi di materiali) per realizzare i rilevati e poi riempivano gli scavi con i rifiuti importati da tutta Italia e, in alcuni casi, anche dall’estero. Alla domanda dell’allora presidente della Commissione: "Quindi, voi potevate prendere la terra da una parte e portarla a qualche chilometro di distanza?" Schiavone risponde: "Potevamo fare tutto. Prendevamo la terra, i mezzi, tutto".

Nelle sue dichiarazioni, Schiavone, dice di conoscere i luoghi dove erano stati seppelliti i rifiuti e anche di essere consapevole che stava portando la morte nelle terre campane: "tra vent’anni saranno tutti morti di cancro", ma nonostante ciò, in nome dei soldi, si compiva questo lento e silenzioso massacro. Continuando la lettura del documento l’angoscia e il terrore aumentano quando si leggono parole tipo "nucleari" e "radioattivi". Infatti si parla anche di interramenti di fanghi radioattivi chiusi in cassette di piombo provenienti forse dalla Germania. In particolare Schiavone parla di un terreno dove sopra è sorta un’azienda bufalina dove l’erba non cresceva probabilmente per la radioattività.

Nel documento sono anche descritte tutte le ramificazioni che aveva l’organizzazione criminale che agiva in tutto il sud Italia con collaborazioni con la criminalità calabrese, siciliana e pugliese, con le attività più disparate.

Ad apprendere tutto ciò, l’unica domanda che viene è: Perché? Perché queste dichiarazioni erano segrete e perché poco o niente è stato fatto dal 1997 a oggi nonostante si sapesse tutto questo?

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