22/05/15 Libro bianco per la sicurezza internazionale e la difesa: parte quarta

ROMA. In questo articolo proverò a mettere in luce alcuni aspetti concernenti la revisione delle carriere, la formazione , l’addestramento e le risorse umane, che trovano spazio nei capitoli 6,7 e 8 del documento.

Entro un anno dalla presentazione del libro dovranno essere riviste le carriere aggiornando ed adeguando il cosiddetto “avanzamento normalizzato”, al fine di creare un nuovo sistema nel quale il conferimento dei gradi di generale derivi esclusivamente dalla necessità di ricoprire precisi incarichi in campo nazionale ed internazionale. Si, ma in sostanza che succederebbe?

Per i non addetti ai lavori, è importante sottolineare che verrebbe a cadere uno dei pilastri su cui poggia l’iter di carriera del personale militare, Verrebbe cancellato di fatto l’avanzamento tradizionale costituto da un numero di promozioni fisso da conferire annualmente in relazione alla graduatoria di merito, che verrebbe sostituito da una sorta di avanzamento a vacanza, legato a particolari incarichi rivestiti.

Mi verrebbe da dire, da un sistema di valutazione esclusivamente legato a due fattori: alle vacanze che potrebbero determinarsi in ruolo ed all’impiego. Nessuna vacanza, nessuna promozione; nessuna promozione anche in caso di incarichi non in linea con quelli ritenuti prioritari in ambito interforze ed internazionale . Questo nuovo sistema avrebbe il vantaggio di eliminare le eccedenze in ruolo che generalmente vengono determinate dall’utilizzo del sistema d’avanzamento normalizzato, e quindi di eliminare il ricorso all’istituto dell’ARQ ma potrebbe essere portatore di un contenzioso più ampio di quello attuale.

Accanto a questa innovazione, trovano spazio anche altre misure tra le quali l’introduzione di una Commissione di valutazione interforze presieduta dal Capo di stato Maggiore della Difesa per consentire una valutazione più ampia dei dirigenti generali e la sospensione della valutazione per coloro che non abbiano avuto una congrua esperienza in organismi di staff o di comandi interforze.

Il documento ribadisce poi più volte la necessità di poter disporre di personale giovane e a tempo determinato ( sono già allo studio varie ipotesi di ferme prolungate) da poter inserire successivamente nel mercato del lavoro ma con la crisi galoppante del nostro sistema produttivo non sarà affatto facile raggiungere questo obiettivo.

Nel documento si parla anche di unificazione dell’arruolamento e del percorso di carriera per Volontari di truppa, Graduati e Sottufficiali ; pertanto, tutti dovranno fare una esperienza iniziale nella truppa, anche i futuri Marescialli. Ancora, sulla struttura del personale e sulla dirigenza,emerge la necessità di costituire un’ampia base operativa con quadri intermedi ben proporzionati e con una dirigenza, soprattutto quella apicale, molto contenuta. L’avanzamento al grado superiore sarà effettuato tutto a scelta e non più per certi gradi ad anzianità.

Per il personale in ferma che sarà congedato senza demerito dovrà essere prevista una particolare indennità di congedo proporzionale al periodo di servizio svolto. E qui c’è la nota dolente: basterà questa indennità al militare posto in congedo alle soglie dei 40 anni ?. Ritengo proprio di no, come ritengo difficilmente perseguibile l’altro obiettivo contenuto nel documento cioè quello di dare al personale un più ampio riconoscimento ai fini stipendiali per le responsabilità assunte e le anzianità di servizio possedute. A favore dei Volontari saranno istituiti due nuovi progetti: il progetto giovani ed il progetto lavoro futuro. Il primo è teso a dare ai giovani una formazione professionale idonea, in vista di un probabile reimpiego nel mondo civile.

A tale proposito sarà consegnato al militare che finisce la ferma contratta una sorta di patentino per facilitare il suo inserimento nella vita civile, Il secondo progetto rappresenta lo sforzo che l’Amministrazione porrà in essere per facilitarne il ricollocamento, attraverso contatti con le imprese sia a livello locale, sia nazionale ed internazionale.

Tutte belle parole, ma poi si realizzeranno?. C’è chi giura di si, magari con l’intervento di altri Dicasteri. Io dico soltanto che sinora i risultati degli uffici preposti al reinserimento del personale militare nel mondo del lavoro sono stati disastrosi ed i tempi che corrono rendono questa ipotesi sempre più difficile da realizzare.

Infine, per quanto riguarda la formazione e l’addestramento, il documento assegna alla Difesa il compito di svolgere una funzione aggiuntiva di innalzamento dei livelli di conoscenza tecnica e specialistica utili per l’inserimento nel mondo del lavoro.

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