26/11/14 Jobs Act: cosa cambia nel mondo del lavoro

ROMA. Ieri  25 novembre è stato approvato dalla Camera il disegno di legge che delega il Governo ad introdurre nuove norme nel mondo del lavoro( cosiddetto Jobs Act). Il testo dovrà ripassare al Senato per essere approvato in via definitiva presumibilmente entro la prima decade di dicembre.

Vediamo allora cosa cambia e come funziona questa discussa e contrastata riforma del lavoro. Innanzitutto,come tutti sapete, introduce un nuovo tipo di contratto denominato “ a tutele crescenti”. I nuovi assunti dalle aziende, infatti, avranno un contratto a tempo indeterminato con tutele che cresceranno in relazione all’anzianità di servizio. Per quanto riguarda l’art.18, al centro di mille discussioni,fermo restando che saranno reintegrati nei posti di lavoro i lavoratori licenziati per motivi discriminatori, sarà possibile ricorrere al reintegro anche per i licenziamenti di carattere disciplinare, limitando tuttavia tale possibilità solo ad alcune fattispecie.

Per i licenziamenti economici considerati dai giudici illegittimi, è previsto invece solo un particolare indennizzo. Inoltre, in caso di ristrutturazione o riorganizzazione dell’azienda, sarà più facile far transitare il lavoratore da una mansione ad un’altra ( cosiddetto demansionamento). IL vecchio sussidio di disoccupazione sarà sostituito da un nuovo sussidio ed erogato in relazione ai contributi versati dal lavoratore. Pertanto, chi ha versato più contributi avrà diritto ad una maggiore durata del contributo.

Ci saranno inoltre nuovi limiti di durata sia per la cassa integrazione ordinaria, che attualmente è di due anni, sia per quella straordinaria che è ora di quattro, con l’obiettivo di assicurare un sistema che garantisca tutti i lavoratori con tutele legate alla storia contributiva di ciascuno di essi.  La tutela della maternità sarà estesa alle lavoratrici prive di contratto a tempo indeterminato,attraverso contratti speciali che permettano di conciliare meglio i tempi di lavoro e di vita. E’costituita inoltre l’Agenzia nazionale per il lavoro per favorire l’occupazione.

Vediamo ora più in dettaglio le principali modifiche apportate al provvedimento originario. La principale riguarda l’articolo 18, argomento questo che più di ogni altro è stato al centro della discussione. Si tratta di quella che fissa il solo indennizzo economico, in relazione all’anzianità di servizio, nei casi di licenziamenti dovuti a motivi economici, quando cioè l’azienda è costretta dal mercato a ridurre il numero dei suoi dipendenti. Il diritto al reintegro nel posto di lavoro rimane quindi solo per i licenziamenti discriminatori e per alcune fattispecie di quelli disciplinari. Con questa innovazione, la discrezionalità dei giudici del lavoro verrà significativamente ridotta.

Il contratto a tempo indeterminato diventerà il contratto privilegiato e le aziende che assumeranno avranno vantaggi di tipo fisco. Un’altra modifica al testo originario riguarda il cosiddetto demansionamento che non sarà  più di tipo selvaggio come nella prima versione ma limitato ad alcuni casi specifici. In ogni caso, una completa valutazione del testo approvato sarà possibile solo quando il provvedimento verrà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale. 

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