19/07/16 Incendio al campo rom di Casalnuovo, la parola ai cittadini

NAPOLI – In queste ore è tanta la tensione tra gli abitanti di Casalnuovo per quanto accaduto ieri al campo rom. Non è ancora chiara la natura dello spaventoso incendio, spento finalmente questa mattina, ma l'ipotesi che prende più campo sarebbe quella di un uomo su un fuoristrada il quale, per motivazioni ancora ignote, avrebbe appiccato il fuoco e subito dopo sarebbe fuggito.Non pochi coloro che, una volta saputo del'incendio, si sono subito scagliati sui social contro i nomadi che, da anni, abitavano la cosiddetta baraccopoli tra i comuni di Casalnuovo e Afragola. Una parte dei cittadini è stata costretta a trascorrere la notte in casa con le finestre chiuse, nonostante la calura estiva, poiché l'aria era irrespirabile.

 Abbiamo raccolto le prime impressioni di alcuni cittadini casalnuovesi sulla vicenda.

 LA DINAMICA - << Io mi sono accorta del rogo mentre ero sulla superstrada, venivo da Pomigliano e mi sono spaventata soprattutto perché vedevo che proveniva proprio dalla zona vicino casa mia. Seguendo quell’enorme nuvola di fumo nero, ho subito pensato che fosse il campo rom ad andare a fuoco. Ieri sera abbiamo dovuto chiudere le porte e le finestre di casa perché si è scatenato un pessimo odore di plastica bruciata che toglieva il respiro>>, ha detto Francesca S, studentessa.

 

INQUIETUDINE - Preoccupazione per gli effetti sull'ambiente e sulla salute, ecco cosa traspare dall'intervista di Fabio G, giovane video maker del posto : << È stato allucinante, nel vero senso della parola. Non so chi ,cosa e perchè abbia scatenato quel rogo, ma una cosa è certa: ha avuto delle grosse conseguenze. Così facendo, abbiamo solo finito per avvelenarci ancora di più. Per fortuna non ci sono state vittime, e spero non ce ne siano da qui a "x" anni per quello che abbiamo respirato e continuiamo a respirare>>.

 

I COLPEVOLI Alla luce delle poche e discordanti informazioni trapelate, soprattutto nelle prime ore, Francesca è confusa: <<La prima cosa che ho pensato quando ho saputo che il campo era stato sgombrato è che potevano essere stati quelli che erano stati mandati via qualche giorno fa. Lo avevano fatto, forse, per vendicarsi contro chi li aveva cacciati. Ma non essendo sicura di ciò, penso sia più giusto non incolpare ancora nessuno>>. Fabio invece dubita siano stati i rom: <<Chi è lo stolto che darebbe fuoco alla sua casa? A meno che, dietro tutto questo, non ci sia un loro piano per poter richiedere ospitalità in 'case vere' al Comune di Casalnuovo, dopo il disastro. Ma non è nella cultura rom>>. Silvana C, mamma e casalinga casalnuovese, non aveva mai visto di buon occhio il campo rom, ma non crede sia questo il miglior modo per mandarli via: <<Credo sia stato un mio compaesano ad appiccare il fuoco. Per me i nomadi dovevano andarsene da qui, visto che le possibilità sono già poche per noi, ma non è sbagliato cacciarli in questo modo. Sono esseri umani come noi. Il dispetto l'abbiamo fatto a noi stessi>>.

 L'ANALISI - C'è poi chi si è lanciato in una vera e propria analisi sociologica dopo quanto accaduto, come Raffaele M: << Trovo sia stato un atto vile, sintomo di una mancata integrazione e frutto di tutto questo odio mediatico che spinge le menti dei più deboli e ignoranti a compiere atti di tale portata, dannosi per la società e per l'ambiente in questo caso>>.

 

RABBIA – Si prova una forte rabbia davanti a tragedie evitabili come quella di ieri pomeriggio, soprattutto tra i più giovani, soprattutto in una terra già martoriata: << ci sono persone che ancora oggi non capiscono in che condizioni ci troviamo! - ha detto di getto, ai nostri microfoni, Mariagrazia M, anch'essa studentessa - Viviamo tutti sotto lo stesso cielo, respiriamo tutti la stessa aria! Provo rabbia nei confronti di tutte quelle persone che non muovono un dito per migliorare la situazione di questo posto. Provo rabbia per coloro che lavorano in silenzio dietro le quinte e non vengono presi nella giusta considerazione solo perché fanno parte della minoranza. Qua c'è gente che si ammala e muore. E cosa fanno? Pensano a incendiare un campo rom, assieme a tutti i rifiuti che c'erano dentro. Non bastava l'aria che respiriamo ogni giorno? Rabbia, amarezza e disgusto: ecco quello che provo. Ma nonostante tutto ciò non smetto di avere speranza, e come me dovrebbe averne tutto la popolazione. Dobbiamo reagire a questo scempio>>.

A cura di Pietro Colacicco e Mariarosaria Bosco.

 

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