10/09/18 Istruzione e discriminazione: ancora troppe bambine non possono andare a scuola

ROMA. Nel mondo vi sono ancora più di 100 milioni di bambini ai quali è negato uno dei diritto fondamentali di ogni fanciullo: il diritto all’istruzione. Di questi, oltre il 60% sono bambine di età compresa tra i 7 ed i 16 anni

Tra le principali cause di questo tristissimo fenomeno vi sono la povertà, i matrimoni e le gravidanze precoci e l’onore della famiglia.

Di questi bambini che non frequentano le scuole, circa il 40% vive nei paesi meno sviluppati e il 20% in zone di conflitto. Se si provasse a tracciare una mappa dei luoghi nei quali l’istruzione viene negata soprattutto alle bambine, la zona ad avere maggior rilievo sarebbe sicuramente l’Africa Sub-sahariana. Qui la situazione più drammatica verrebbe registra in Somalia, dove il 98% delle ragazze tra i 7 e i 16 anni non va a scuola. A seguire ci sarebbe il Niger, con il suo 78%, seguito da Liberia, Mali, Burkina Faso e Guinea, dove due minorenni su tre non hanno mai messo piede in un’aula scolastica. Ma l’Africa non è l’unico continente a vedere queste paurose cifre. Anche in Asia è emergenza, soprattutto in Pakistan, Yemen, Iraq e Siria dove le situazioni politiche incerte si traducono in divieti per i più piccoli di conoscere, giocare e vivere la propria infanzia.

In questi paesi, oltre al costo della scuola che spesso risulta insostenibile per le famiglie più povere, spesso l’istruzione viene negata alle bambine per un problema di discriminazione di genere. Alcune di loro non sono state registrate all’anagrafe al momento della nascita e, di conseguenza, diventa impossibile per loro poter essere ammesse nel sistema educativo nazionale. Oltre a questo vi è poi il diffusissimo fenomeno delle spose bambine: matrimoni e gravidanze precoci, nella maggior parte dei casi combinate dalla famiglie in modo da non dover più pensare al mantenimento delle bambine, costringono le minori a rinchiudersi in casa e a badare alle faccende domestiche, sottomesse a padri e mariti. Inoltre, spesso le motivazioni riguardano la sicurezza della fanciulla, quando il tragitto per arrivare alla scuola è troppo impervio, oppure ci sono motivazioni relative all'onorabilità familiare, nel caso in cui manchino insegnanti donne o non ci siano nelle scuole servizi igienici separati.

Per tutti questi motivi  ActionAid  si impegna affinché venga garantito il diritto all’istruzione  attraverso l’adozione a distanza.

Queste sono nate soprattutto perché consapevoli del fatto che analfabetismo fa rima con povertà in quanto, in mancanza di un’adeguata istruzione non si possono conoscere i propri diritti che a loro volta, di conseguenza, non possono essere rivendicati. Per non parlare poi dell’impossibilità di trovare un lavoro senza un adeguato grado di istruzione.Basterebbe, semplicemente, che queste bambine passassero qualche anno tra i banchi di scuola per fa sì che non si vedano costrette a sposarsi in tenera età, avrebbero famiglie meno numerose e figli più sani, dal momento che sarebbero in grado di proteggerli dalle malattie, attraverso la prevenzione, dalla malnutrizione e dallo sfruttamento sessuale.

 

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