07/11/13 Scandalo asl caserta: in manette Angelo Polverino e francesco Bottino

CASERTA. I carabinieri e personale Dia di Napoli stanno eseguendo 13 misure cautelari nell’ambito di una indagine della procura di Napoli su appalti all’ospedale civile di Caserta. Secondo quanto si e’ appreso, l’ipotesi di reato e’ quella di turbativa d’asta, e i provvedimenti restrittivi riguardano vertici del nosocomio e dirigenti dell’Asl di Caserta.

In manette Il consigliere regionale del Pdl Angelo Polverino, arrestato stamattina nell’ambito di una inchiesta della Dda di Napoli sull’appalto per le pulizie nell’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta. Eseguite anche altre misure restrittive: nell’inchiesta sarebbero coinvolti medici e funzionari della Asl., nello specifico : il direttore amministrativo dell'Asl di Caserta ed ex sindaco di Caserta Giuseppe Gasparin, il direttore generale dell'ospedale di Caserta Francesco Bottino (domiciliari), Lazzaro Luce, l'imprenditore Angelo Grillo di Marcianise insieme ai figli Roberto e Giuseppe ed al nipote Giuseppe, Pasquale De Feudis, Antonio Pascarella (domiciliari), Antonio Rinaldi (domiciliari), Ranieri Fiore.

L'indagine riguarda l'appalto della ditta di pulizia dell'Asl di Caserta quando alla guida della stessa Asl vi era Bottino. IL COMUNICATO. In data odierna, all’esito di un’articolata indagine coordinata dai magistrati della Procura della Repubblica di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal GIP presso il Tribunale di Napoli, nei confronti di alcuni dirigenti dell’ASL di Caserta, di un consigliere regionale e di imprenditori ai quali sono stati contestati, in riferimento alle specifiche posizioni, i reati di concorso esterno in associazione per delinquere di stampo mafioso, abuso d’ufficio e turbata libertà degli incanti, avvalendosi del metodo mafioso e, comunque, al fine di agevolare associazione camorristica (sodalizi “Belforte” di Marcianise e “dei Casalesi”), nonché quello di corruzione. L’attività investigativa – sviluppatasi attraverso intercettazioni telefoniche ed ambientali, riprese video, servizi di osservazione e pedinamenti nonché attraverso acquisizioni di natura documentale – ha permesso di raccogliere a carico degli indagati un grave quadro indiziario in ordine ai reati ascritti, che attengono a vicende riguardanti un giro d’affari milionario, derivante dall’illecita aggiudicazione di gare di appalto per la gestione dei servizi di pulizie nelle strutture sanitarie locali. In particolare, gli illeciti erano attinenti alle vicende concernenti l’affidamento, senza una regolare gara d’appalto, del servizio di pulizie ad un’azienda, che si ritiene vicina al sodalizio “Belforte”, nonché nell’arbitraria proroga per ulteriori tre anni del contratto in questione, proroga avvenuta un anno e mezzo prima della naturale scadenza del contratto. Quando poi la stessa ditta veniva colpita da interdittiva antimafia, l’incarico veniva revocato soltanto dopo sei mesi dalla comunicazione del provvedimento interdittivo. Successivamente, a seguito della revoca l’appalto passava, per i successivi tre anni, ad una ditta riconducibile, secondo la ricostruzione accusatoria, al sodalizio “dei Casalesi”. Alla scadenza di quest’ultimo appalto, l’imprenditore della prima azienda, ritenuto vicino al gruppo “Belforte”, tentava in ogni modo di aggiudicarsi nuovamente la nuova gara, utilizzando una ditta con sede nell’Italia settentrionale, ma in effetti sempre a lui riconducibile. Il presidente della commissione per l’aggiudicazione della gara veniva, infatti, indotto, tramite minaccia armata, a favorire la predetta ditta: intimorito, tuttavia, dalle minacce a lui rivolte dai marcianisani, questi denunciava l’accaduto, riferendo però i fatti in maniera evasiva.

Contemporaneamente si accordava con la ditta ritenuta vicina al sodalizio “dei Casalesi”, al fine di far aggiudicare a quest’ultima la gara. Nel corso delle indagini emergeva inoltre la forte ingerenza dei politici nell’amministrazione degli appalti pubblici, concretizzatasi nel segnalare ai dirigenti ASL, da loro stessi nominati, le ditte a cui far aggiudicare le gare.

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