29/03/16 Miliziani iracheni mettono ai voti la vita di un prigioniero su Instagram

MOSUL. Un gruppo di miliziani in Iraq avrebbe utilizzato Instagram per mettere ai voti il fato di un prigioniero dello Stato Islamico, commettendo un vero e proprio crimine di guerra. Lunedì 29 marzo, l’account @iraqiswat, che si autoproclama portavoce delle Forze Speciali dell’Iraq, ha postato un’immagine per i suoi 80 mila followers mostrando il combattente dell’IS catturato.

Secondo la descrizione dell’immagine, il jihadista dello Stato Islamico sarebbe stato arrestato nel sud di Mosul e i followers sono stati invitati a decidere il destino dell’uomo nel giro di un’ora dalla pubblicazione della foto. La didascalia riporta: “Potete votare per ucciderlo o lasciarlo andare. Avete un’ora per votare. Posteremo l’esito tra un’ora. Tagga i tuoi amici e usa il tuo diritto di vendicarti dell’IS ora. Non abbiamo tempo, solo un’ora. Perciò taggate i vostri amici”. Più tardi è stata pubblicata una foto che ha riportato l’effettivo esito del voto, sfociato nella morte del combattente jihadista.

Secondo Phillip Smyth, studioso dell’Università del Maryland e ricercatore in materia di gruppi armati sciiti, la veridicità della questione andrebbe messa in discussione. L’immagine postata ieri, infatti, non sarebbe il primo caso in cui il pubblico viene invitato a decidere le sorti di un prigioniero. “Molte volte- ha detto il prof. Smyth- l’account @iraqiswat ha preso delle immagini che immortalavano atti orrendi commessi dalle milizie o dal governo iracheno, facendoli passare per azioni intraprese grazie al voto del pubblico”. Risulta difficile verificare l’attendibilità della faccenda. La pagina, che non è ufficiale, spesso pubblica filmati o foto che sembrano essere presi da organi armati di governo, ma come nel caso della foto più recente, i protagonisti delle immagini non presentano stemmi identificabili, bandiere o equipaggiamento che si possano ricondurre ad una forza piuttosto che ad un’altra.

Instagram ha ovviamente rimosso la foto per violazione delle sue politiche, ma screenshot dell’immagine sono stati twittati dagli utenti, come il giornalista Mourad Gazdiev che ha postato la foto con una didascalia che prende in giro il senso di vendetta bramato sui social. L’account @iraqiswat, nonostante tutto, rimane attivo, in quanto nella maggior parte dei post pubblicati non viola gli standard imposti dalla comunità di Instagram. 

 

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