25/06/18 Oltre il Mondiale: gli scambi culturali fra Russia e Italia

ROMA. Il Mondiale di Russia è cominciato da qualche giorno e l'assenza della nazionale italiana si fa sentire. I calciatori nostri connazionali sono già in vacanza, noi tifosi non vivremo altre "notti magiche" e l'interesse del Paese per il torneo mondiale è decisamente sotto tono: gli appassionati seguono le gesta dei campioni delle altre nazionali, ma non poter gioire delle vittorie degli Azzurri ha sicuramente tolto qualcosa all'estate tricolore.

Un vero peccato, visto l'enorme richiamo che il campionato del mondo di calcio è in grado di garantire: tanti grandi brand approfittano dell'occasione per creare concorsi e campagne mediatiche importanti: un esempio su tutte è Spin&Goal, iniziativa di PokerStars grazie a cui i tifosi possono vincere fino a un milione di euro.

E dire che la nostra nazionale sarebbe stata accolta ben volentieri dalle parti di Mosca, anche e soprattutto perché quello tra Italia e Russia è un rapporto che va al di là di un campionato mondiale di calcio: da tempo i russi amano frequentare il nostro Paese alla scoperta dell'arte, della cultura, del buon cibo e del buon vino dello Stivale; in altre parole di quella che, citando uno dei film di Fellini più famosi, viene chiamata la dolce vita. Non è un caso se negli ultimi anni l'Italia si è interessata sempre di più alla cultura russa, e viceversa: se da un lato i russi considerano la nostra terra una destinazione da sogno, dall'altro sono numerose le iniziative che promuovono l'arte e la cultura russa in diversi comuni italiani.

Cultura russa e cultura del Belpaese: un colpo di fulmine reciproco

Nel marzo del 2007, complice la visita in Italia di Vladimir Putin, il ministro degli esteri russo e l'omologo italiano firmarono il Protocollo della Commissione mista russo-italiana per la cooperazione del campo della cultura e della formazione. Da quel momento, noi italiani abbiamo avuto l'opportunità di conoscere la vastità e la bellezza della cultura russa. 

Quest'anno l'Italia ha il privilegio di ospitare la nuova edizione di Stagioni russe, ossia il festival globale della cultura russa: l'inaugurazione si è tenuta lo scorso 14 gennaio nella prestigiosa Accademia di Santa Cecilia, a Roma, e ha visto la partecipazione di numerose autorità italiane e russe, tra cui la Vicepresidente del Governo della Federazione Russa Olga Golodets, il Ministro della Cultura Vladimir Medinsky e l'Ambasciatore della Federazione Russa in Italia Sergey Razov. L'italia succede al Giappone (dove si è tenuta l'edizione 2017).

Il festival è una sorta di tour itinerante di 40 tappe lungo le città dello Stivale che prevede spettacoli, balletti e concerti messi in scena in alcuni dei più grandi teatri russi, fra cui il Bolshoi, il Mariinskij e l'Aleksandrinskij, ed eseguiti dalle orchestre Filarmonica di Mosca e San Pietroburgo. Per gli amanti di arte e architettura, invece, Stagioni Russe ha previsto la partecipazione del museo Ermitage e dello Shiusev (dedicato all'architettura).

D'altra parte, i russi sono incredibilmente attratti dall'Italia e dalla sua ricca cultura enogastronomica. Secondo i dati riportati da Skyscanner Russia, ben il 38% dei russi considera i piatti italiani i migliori al mondo, per non parlare del vino italiano, il più venduto nella Federazione Russa.

A essere apprezzati non sono solo i piatti italiani più famosi, ma anche le piccole perle della cucina regionale: non è un caso se i russi sono fra i turisti che spendono più quando visitano il nostro paese (lo scontrino medio è di ben 1000 euro!).  Dunque, lo scambio culturale fra Russia e Italia è vivo e vegeto, e pazienza se la nostra nazionale ha perso l'appuntamento col Mondiale: grazie alla nostra cultura del cibo e ai nostri splendidi vini, abbiamo trovato il modo per portare un po' di tricolore nella "fredda" Russia. 

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