23/03/17 Ponticelli: studenti manifestano per la legalità nel territorio dei clan

NAPOLI. Il 21 marzo, giornata della legalità a Ponticelli c'è stata una manifestazione partita dal Parco Conocal. La zona est, in particolare Ponticelli è l'habitat naturale preferito dai clan camorristici. Proprio lì ieri ha vinto la legalità grazie al contributo dei più giovani.

In 50.00 mila ieri hanno partecipato alla manifestazione: studenti delle superiori, delle medie e delle elementari, mamme, uomini, parenti delle vittime di camorra, le varie associazioni attive sul territorio.  Tra i primi ad arrivare Rosetta D'Amelio, presidente del Consiglio regionale, Fabio Giuliani, Geppino Fiorenza e don Tonino Palmese di Libera. Ragazzi di Ponticelli e zone vicine, scuole di Nocera, Aversa e zone più lontante riunite ieri lì. 

Ho visto negli occhi di quei ragazzi dai tanti video quella luce che pochi hanno, quei bambini camminavano fieri accanto alle loro madri ed erano coperti da striscioni. Le casalinghe hanno lasciato per ore le loro case e si sono recate lì, ad accompagnare i loro figli in quella marcia contro i soprusi. Ho ascoltati i dialoghi dei ragazzi entrati ieri alla fermata di Madonnelle insieme ai professori, un ragazzo ha esclamato "Dovremmo fare queste cose più spesso" e i compagni hanno fatto un cenno di approvazione."  

Un altro ha detto al suo professore "Professò ma nuije accussì che risolvimmo?"e il professore ha risposto "forse niente" e lui sconcertato ha detto "Embè allò nuije che facimmo a fa sti cose, se po nun cagnà nient?" e l'uomo con un sorriso gli ha risposto: "Forse nun cagnà niente Cirù hai ragione, ma almeno noi ci proviamo no? Questo è il mio lavoro, darvi strumenti con cui cambiare il mondo" si leggeva negli occhi la fierezza di quell'uomo e la passione per la sua professione. Per ascoltare quelle parole avevo abbassato il volume delle mie cuffie, quelle parole mi hanno fatto riflettere.. in quel momento avrei voluto essere io quel ragazzo, non ho mai sentito quelle parole pronunciate da un mio professore, avrò visto quello sguardo in massimo tre professori.

Ad un certo punto ho spento la musica e ho riflettuto sui dialoghi tra professori e alunni, tutti entusiasti per quello che si erano lasciati alle spalle, che facevano domande su quello che era stato detto, chiedevano come era morta e dove quella persona che era stata nominata nell'elenco dei nomi e poi hanno parlato di interrogazioni, compiti, università. Cose normali di cui devono parlare ragazzini dai 15 ai 18 anni. E mentre tutti pensano che qui si spara, si uccide, si spaccia e altro, (lasciate ogni speranza voi ch'entrate..)  Ci sono questi ragazzi, a cui si legge negli occhi l'innocenza, che sanno che la camorra esiste ma loro non fanno parte della paranza dei bambini, che studiano e non fanno le stese, che marciano per la legalità in un territorio dove l'illegalità è all'ordine del giorno.. anche a Ponticelli sì.

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