02/09/19 Tecnologia laser per gli occhi, ecco come funziona

ROMA. Al giorno d’oggi, la tecnologia in ambito medico sta diventando un’esigenza sempre più sentita. In effetti, anche in campi in cui prima si faceva fatica anche solo a immaginare uno sviluppo tecnologico, ora fa la differenza. Proviamo a pensare, ad esempio, alla cura degli occhi, dove la tecnologia laser sta facendo sempre più passi in avanti.

Per il daltonismo non esiste ancora un trattamento affermato, visto che la terapia genica proposta da dei ricercatori a stelle e strisce non ha trovato ancora una larga diffusione nel resto del pianeta.Vision mette a disposizione questa guida a disposizione dei daltonici: si tratta di un test, quello di Ishihara, che permette di scoprire se una persona soffre o meno di tale problematica.

Per cosa viene usata la tecnologia laser

A parte il daltonismo, ormai la tecnologia laser è diventata una delle principali soluzioni, se non quella più diffusa, per quanti vogliono correggere un difetto della vista, come chi soffre di astigmatismo e miopia. La chirurgia refrattiva prevede proprio l’impiego del laser e può garantire un buon numero di vantaggi, soprattutto quello di non essere un trattamento invasivo o che provoca grande dolore.

Come detto, viene utilizzato soprattutto per la cura della miopia: quest’ultima è una patologia di cui soffrono tutte quelle persone che, da lontano non riescono a mettere a fuoco le persone o gli oggetti. Nel caso di astigmatismo, invece, i pazienti non riescono proprio a mettere a fuoco qualsiasi cosa, indipendentemente dalla distanza a cui si trovi.

Infine, la tecnologia laser viene impiegata, spesso e volentieri, anche per la cura dell’ipermetropia: si tratta di una problematica che comporta una visione sfocata degli oggetti soprattutto da vicino. Il laser può tornare utile anche per combattere la presbiopia, ovvero quel caso in cui mettere a fuoco le immagini da vicino, superati i 40 anni, diventa molto complicato.

Tra le principali caratteristiche della tecnologia laser troviamo certamente il fatto di permettere la correzione di difetti visivi, andando a svolgere la sua azione benefica sulla cornea. La chirurgia refrattiva prende in considerazione la cornea come elemento fondamentale: si tratta di un elemento dell’apparato visivo fondamentale, visto che consente alla luce di accedere all’occhio.

I disturbi della vista, spesso e volentieri, si sviluppano per colpa di qualche danno che ha avuto ad oggetto la cornea. Ebbene, la tecnologia permette proprio di agire su questa parte del corpo per curare gli occhi. Piuttosto di frequente, tramite il laser, si può provvedere al cambiamento dello spessore della cornea. In questo modo, la luce viene fatta passare all’interno dell’occhio in maniera corretta e, di conseguenza, consentendo una visione ottimale delle immagini, senza quella sfocatura che comportava l’uso di occhiali o lenti a contatto.

Le tre tecniche più importanti

Ci sono tre tecniche principali che possono essere sfruttate per portare a termine l’operazione con il laser. La prima è quella meno invasiva, in cui il laser viene sfruttato per andare ad effettuare un taglio proprio sulla cornea: è sicuramente quella meno dolorosa e più rapida, ma piuttosto complicata da realizzare. La seconda tecnica, denominata PRK, prevede di rimuovere ed eliminare la porzione più esterna della cornea. Più facile da realizzare, ma che provoca qualche dolore in più dopo l’operazione.

Infine, troviamo la terza e ultima tecnica, che si caratterizza per essere quasi in tutto uguale al sistema precedente, ma con una sola, grande differenza. Dopo aver eseguito l’estrazione dell’epitelio, lo strato più esterno della cornea, ecco che quest’ultimo viene rimesso al suo posto, al termine del trattamento chirurgico.

 

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