16/08/13 Gli Oblivion presentano nuovo spettacolo al Ravello Festival

RAVELLO (SA). Dante, Manzoni, Collodi, Shakespeare: sono ormai quasi cinque anni che gli Oblivion, al secolo Graziana Borciani, Davide Calabrese, Francesca Folloni, Lorenzo Scuda e Fabio Vagnarelli, demoliscono a colpi di ironia e vocalizzi i pilastri della cultura italiana e non solo. Ma stavolta nel mirino del quintetto bolognese, divenuto celebre nel 2009 grazie alla parodia “I Promessi Sposi in 10 minuti” caricata su YouTube, ci sono due mostri sacri della musica classica: Giuseppe Verdi e Richard Wagner.

E proprio nel bicentenario della nascita dei due compositori, gli Oblivion scelgono la cornice del Ravello Festival per la prima nazionale del loro nuovo spettacolo, “Othello (l'h è muta!)”, che si terrà il 17 agosto alle 21.30 sul Belvedere di Villa Rufolo.

Definito dagli stessi Oblivion come “un'orgia tra Verdi, Wagner e Shakespeare, con Rossini a fare da voyeur”, lo spettacolo è un gigantesco calderone dal quale, quasi per magia, i cinque cantori riescono a tirare fuori una magica pozione musicale che unisce Verdi e i Gipsy Kings, Gaber e gli 883, Arrigo Boito e Freddie Mercury.

Uno dei nostri obiettivi principali è sempre stato quello di riassumere in pochi minuti opere immortali - spiega Fabio Vagnarelli -. Stavolta ci siamo concentrati sulle principali arie dell'Otello riassumendole in poche battute e riuscendo così a trasformare il Giuseppe nazionale in un idolo da talent show. Verdi-pop nel nostro Ipod: ora sì che anche lui ha l'X-Factor”.

Musica classica e teatro quindi, ma anche cinema, con il Moro shakespeariano che si trasforma nel Django di Quentin Tarantino. “Purtroppo – ironizza il quintetto – Tarantino ci ha dato i diritti solo per il sottotitolo e il trucco di Otello!

Nati nel 2003, gli Oblivion sono cresciuti ispirandosi a grandi artisti italiani e non solo: “Dal Quartetto Cetra abbiamo ereditato il gusto per la parodia e per la monarchia, dal trio Solenghi-Marchesini-Lopez abbiamo ereditato i baffi e la Premiata Ditta ci ha lasciato solo i Ciufoli!”. E poi ancora il teatro-canzone di Giorgio Gaber, il varietà di Rodolfo De Angelis e gli sketch dei Monthy Python.

Nonostante la gavetta nel mondo del teatro e dei musical, i cinque non rinnegano il successo che gli ha regalato la Rete: “La scelta di comprimere grandi opere nasce dalla pigrizia e dalla voglia di ribellione. Il popolo del web ha aderito subito al nostro programma regalandoci milioni di click. In fondo anche noi siamo Cinque Stelle. Anche se facciamo poco Movimento”.

Oggi, forti di milioni di visualizzazioni su YouTube, la loro feroce ironia sbarca su un palco importante come quello di Ravello, nel tentativo di portare un pizzico di follia nel mondo della musica classica: “Approdare qui per noi è un traguardo molto importante e siamo certi che anche Othello, se fosse sbarcato a Ravello anziché a Cipro avrebbe trascorso una luna di miele molto più piacevole”.

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