05/09/14 Ma che Paese è questo?

ROMA. Ma che Paese è questo?. Un Paese dove la crescita è sostanzialmente ferma, la disoccupazione raggiunge livelli da record, il debito pubblico continua diabolicamente a salire, le imprese sono costrette a chiudere  ed i risultati della politica sono costantemente deludenti. Con questa poco invidiabile situazione, cosa devono aspettarsi gli italiani in autunno?

Vi ricordo, a questo proposito  che, solo qualche mese fa, alcuni analisti avevano assicurato che un proficuo cambio di rotta nella gestione dell’economia del Paese si sarebbe manifestato addirittura entro l’estate. Previsione, come al solito, errata in quanto il problema dell’economia italiana non si risolve con i proclami o con la partecipazione a questo o a quel programma televisivo ma è molto più complesso di quanto si possa immaginare. La verità, scomoda peraltro, è che quasi tutti i protagonisti della politica italiana continuano, purtroppo per noi, a costruire scatole vuote, senza mai metterci dentro idee, contenuti, progetti e creatività.

E del resto se per 20 anni non si è fatto nulla,  è molto difficile che le cose possano migliorare in pochi mesi. Ma che Paese è questo se le Forze di Polizia continuano a subire forti ridimensionamenti, strutturali ed organici, mentre i furti, gli scippi e le rapine aumentano a dismisura e la gente smarrita non sa più a che Santo votarsi ?. E che dire poi degli aspetti afflittivi sul morale del personale dell’intero Comparto Difesa, Sicurezza e Soccorso pubblico, costantemente penalizzato, che potrebbero intaccare definitivamente il senso di attaccamento alle istituzioni?. La verità è che ci si ricorda della nostra Marina, che salva migliaia di vite umane, o dei nostri Marò, ancora detenuti in India senza un regolare processo, solo in casi eccezionali.

E che dire della decisione del governo di bloccare ancora gli stipendi dei dipendenti statali ?. Al riguardo è stato appena annunciato dai sindacati uno sciopero generale delle Forze dell’Ordine, per la prima volta nella storia della Repubblica, entro la fine di settembre con azioni di protesta in tutta Italia e con una capillare attività di sensibilizzazione nei confronti dei cittadini. In sostanza ,ancora una volta l’intendimento del governo è quello di bloccare gli stipendi ai dipendenti dello Stato, già sottopagati, costantemente penalizzati e che rischiano la vita ogni giorno, tralasciando come sempre di toccare gli interessi della casta e dei  poteri forti. Non vi sembra questa un’offesa alla dignità di chi lavora?.  Ma che Paese è questo che ingoia passivamente l’ennesimo colpo di grazia che ci assesta l’Europa con la sua politica di austerità ad ogni costo, politica scellerata che finisce col mettere definitivamente in ginocchio la nostra già fragile economia?. E quanto costa all’Italia gestire l’emergenza degli immigrati che, è vero, scappano dalla povertà, dalla guerra e dalla dittatura ma ormai ogni giorno sbarcano a migliaia sulle nostre coste?. Sarà in grado la missione europea  Frontex Plus, che a fine anno dovrà sostituire  quella, tutta italiana, Mare Nostrum, di risolvere il problema?. Ma che Paese è questo se le stime di crescita sono sempre puntualmente sbagliate nonostante fior di professori si siano alternati al Ministero dell’economia?

Ed ancora, se nonostante gli scandali, Comuni e Regioni appaiono ancora dei pozzi senza fondo, mentre molte società partecipate nascondono i loro bilanci con i conti in rosso?. E che dire poi dell’assenteismo cronico di molti dipendenti pubblici, specie nei Comuni del sud, che si ripercuote inevitabilmente  sui servizi che devono essere erogati ai cittadini?

E degli sprechi, delle spese folli  degli amministratori locali, dell’evasione, della corruzione dilagante, della deprecabile e pesante burocrazia, che stanno facendo sentire tutto il loro peso negativo sulla nostra società, fornendo un quadro davvero disarmante del Paese?.E dove vanno a finire i nostri soldi?. Ma negli scandali quotidiani naturalmente( Mose di Venezia,Expo 2015,restauri di Pompei,G8 della Maddalena,ricostruzioni in Abruzzo etc.) che danno all’estero una pessima immagine del nostro Paese; non c’è evento infatti che non sia infettato dalla corruzione.

E che dire infine di tutti quei cittadini, cervelli in fuga o semplici lavoratori, che decidono di abbandonare questo Paese dove le occasioni per affermarsi sono quasi nulle?.  Ed intanto io, come voi del resto, vedo sempre più italiani stringere la cinghia e addirittura qualcuno,  più povero, costretto a frugare ahimè tra i resti dei mercati rionali.

Il Picconatore Dolce

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