13/03/18 Caso GES.CO, Mazzoni (M5S): ''Non vorrei diventi una nuova Senesi

AVERSA. Con la determina dirigenziale n. 118/2018 avente ad oggetto il servizio di recupero dei rifiuti biodegradabili da raccolta differenziata si è proceduto ad un riaffidamento diretto alla ditta GES.CO, ai sensi e per gli effetti di cui all’art.36 del nuovo codice degli appalti. Il ricorso a detta procedura è stato giustificato con la lentezza dell’iter avviato presso la SUA di Caserta, con la indisponibilità di altri impianti di smaltimento regionali. A questo si aggiunge la valutazione della sussistenza di ragioni di pubblico interesse imputate al fatto che un’eventuale interruzione del servizio di recupero determinerebbe “un grave pregiudizio nel delicato ciclo integrato dei rifiuti, con conseguente riduzione delle percentuali di raccolta differenziata e compromissione delle condizioni igienico-sanitarie del territorio comunale”. Questa Amministrazione però, ben conosce la lentezza del funzionamento della SUA di Caserta, tant’è che ci ha propinato  il tentativo, poi fallito, di aderire alla CUC di S.Antimo , ma soprattutto ben conosce lo stato di perenne emergenza in cui versa il settore rifiuti in regione Campania. Purtroppo fin ora non è stato fatto molto per riorganizzare la macchina amministrativa, anche con la costituzione di una propria CUC. Allora bisogna pensare che, fallito il tentativo, peraltro alquanto discutibile, di aderire alla stazione appaltante di S.Antimo, non sussiste più l’esigenza di accelerare e ottimizzare l’attività amministrativa, perché i tempi biblici della SUA di Caserta forniscono l’alibi inattaccabile dello “stato d’urgenza” e la giustificazione perfetta per ricorrere alla pericolosa procedura degli affidamenti diretti ex art. 36 d.lgs. 50/2016. Tale procedura deve essere improntata ad una serie di principi come quelli di economicità, efficacia, tempestività e correttezza, seguendo anche le Linee guida ANAC. In particolare, il principio di trasparenza risulta sempre compromesso perché gli atti notificatici non dispongono mai del supporto della documentazione che normalmente dovrebbe essere a corredo delle delibere o delle determine di cui il Movimento 5 Stelle farà richiesta. Quanto invece al principio di pubblicità, si ricorda che l’art. 29 dello stesso codice prevede un obbligo di pubblicazione di “tutti gli atti delle amministrazioni aggiudicatrici e degli enti aggiudicatori”; anche per gli appalti sotto soglia vige quindi l’obbligo di seguire le norme di evidenza pubblica delle procedure di selezione dei contraenti. A questi principi si aggiungono quelli di non discriminazione e di libera concorrenza che si traducono nel non consolidarsi di rapporti solo con alcune imprese, favorendo invece la distribuzione delle opportunità degli operatori economici di essere affidatari di un contratto pubblico al fine di garantire la partecipazione delle piccole e medie imprese. Ricapitolando: offerta conveniente, mancata disponibilità di altri impianti, necessità di assicurare un servizio primario alla città, burocrazia farraginosa e gira che ti rigira il servizio è affidato alla GES.co con buona pace di tutti. Conclude la consigliera Maria Grazia Mazzoni: “Non vorrei che la Ges.co diventi una nuova Senesi, intoccabile e onnipresente”. 

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