12/06/18 CASO AQUARIUS, L' IMPORTANZA DI UN SANO DIBATTITO POLITICO INTERNO

ROMA - Credo che la principale aberrazione del nostro tempo non sia il razzismo, ma la mancanza di empatia. L’ incapacità – forse sarebbe meglio parlare di totale disinteresse – a mettersi nei panni di qualcun altro.

 

E’ a causa di tale menefreghismo che solo pochissimi riescono anche solo vagamente ad immaginare cosa possa significare, per centinaia di migliaia di essere umani, essere costretti a fuggire dalla propria terra natia a causa di guerre, persecuzioni, torture e situazioni di povertà estrema. Affrontare un viaggio inumano, massacrante, atroce. Attraversare prima il deserto, poi il Mediterraneo, con la consapevolezza dell’ altissimo rischio di morire di una morte orribile.

 

Riguardo il caso della nave Aquarius, una parte di me pensa che la decisione di chiudere i porti sia stata giusta da un lato. Bisognava dare un segnale. Non possiamo continuare a sostenere da soli il peso di responsabilità enormi. E parlo soprattutto dei salvataggi in mare che vengono effettuati principalmente da imbarcazioni del nostro Paese. (anche la Marina Militare italiana, tramite la Guardia Costiera, ha contributo a mettere in salvo quelle 629 persone trasferendole dai barconi a bordo dell’ Aquarius)

Ma al tempo stesso, penso a quelle persone che si trovavano – e si trovano tuttora – a bordo di quella nave. Giorni interi passati lì, donne incinte e minori non accompagnati lasciati in mezzo al mare, la stanchezza, la paura, la totale incertezza circa il proprio destino. E trovo che tutto ciò sia a dir poco barbaro.

 

L’ umanità viene prima di tutto, chi è in difficoltà va aiutato, le vite vanno salvate. Questo è tutto ciò che so. Perché per il resto, è quasi impossibile – secondo me – prendere posizioni certe e ben definite su un tema così complesso e delicato come quello dell’ immigrazione. E in base a quello che sto leggendo sui social, da una parte e dall’ altra, vi dico una cosa: beati voi che nella vita avete solo certezze granitiche e incrollabili.

 

E a proposito di umanità, credo che anche accusare qualcuno di razzismo e di fascismo, ( accuse gravissime e infamanti) solo perché non la pensa esattamente come te, abbia ben poco di umano. Fatto sta che va di moda. Ed io trovo questa moda veramente infantile e superficiale.

Mi chiedo come sia possibile che quasi tutti quelli che parlano di aprire i porti, di accogliere chiunque a prescindere e di integrazione, si preoccupino solo degli sbarchi e non di quello che accade DOPO.

Sembra che pochi lo sappiano, ma queste persone , una volta sbarcate, dovrebbero essere seguite, dovrebbe essere data loro la possibilità di imparare la nostra lingua, di inserirsi nel mondo del lavoro, di avere un posto dignitoso dove dormire. Bisognerebbe fare il possibile per non farli finire in ghetti alle periferie delle città, o a lavorare per un euro l’ ora in campi di pomodori, sfruttati dalle organizzazioni criminali.

E noi questo non riusciamo a farlo, come non riusciamo quasi mai ad espellere chi non avrebbe diritto a rimanere qui, come spesso non riusciamo ad assicurare alla giustizia quelli che tra loro delinquono.

Non siete umani e tolleranti se non vi interessate di questo.

 

Ed esiste, che vi piaccia o no, un altro lato della medaglia: non siete umani e tolleranti neanche quando non capite il punto di vista e lo stato d’ animo di molti italiani, liquidando con cinismo e tacciando di nazifascismo chiunque provi ad esprimere la propria esasperazione.( non vi piace questo discorso lo so, ma è veramente da ipocriti non ammettere che un’ immigrazione così gestita abbia causato grossi problemi alla sicurezza e all’ incolumità delle persone in molte aree del Paese.)

Non siete umani, tolleranti e neanche intelligenti se non riuscite a capire che centinaia di minori non accompagnati che arrivano qui sono una bomba sociale di proporzioni enormi.

 

Ma a voi non interessa nulla di tutto questo, voi vi limitate a stare dietro un pc a sparare - con arrogante e spocchiosa presunzione di superiorità morale e culturale – le vostre sentenze.

Poi spegnete il pc, andate a fare il vostro aperitivo, sorseggiate il vostro Spritzettino, qualche selfie e tutto va bene così.

Se queste sono le persone che dovrebbero far fronte all’ avanzata dei razzismi, io non mi sento per niente tranquillo.

 

Si parla spesso della necessità di maggiore dialogo tra differenti culture.

Io credo che dovremmo imparare innanzitutto a dialogare tra noi in modo costruttivo, mettendo da parte ideologie, odi politici, volontà di gettare fango sugli avversari e varie ipocrisie.

Dovremmo prima di tutto imparare a confrontarci tra noi, a venirci incontro, a ragionare lucidamente usando il cuore, ma anche la testa.

 

Solo così riusciremo finalmente ad aprirci con chi viene da fuori.

 

                                                                                                                                                Gian Marco Sbordone

 

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