14/03/16 Autobomba ad Ankara: almeno 37 morti

ANKARA. Sarebbero almeno 37 le vittime dell’esplosione di un’auto bomba nella capitale turca, che per la seconda volta nell’arco di un mese, piange i morti degli attentati suicidi. Secondo quanto dichiarato dal Ministro della Salute turco, Mehmet Muezzinoglu, ci sarebbero 71 persone ricoverate in ospedale per le ferite riportate nello scoppio, di questi circa 15 sono in condizioni gravissime. Tra i morti ci sono sicuramente due degli attentatori, che si sono fatti saltare in aria con un’auto bomba, così come confermato dal governo turco.

Secondo fonti di media locali turchi, un’auto sarebbe esplosa in un’area della città che ospita molti edifici amministrativi, compreso il ministero della giustizia e dell’interno, un tribunale ed una stazione di polizia. Erano le 19:00 circa, ora locale,  per cui l’area era piuttosto affollata. Sul posto sono accorse vetture dei vigili del fuoco ed ambulanze, in seguito alla segnalazione di numerosi autobus ed edifici in fiamme dopo lo scoppio. Un reporter di un’agenzia locale turca, la Huber Turk, ha così descritto la scena “L’esplosione si è verificata in Ataturk Boulevard, un posto che ospita 10 fermate di autobus”. La polizia, temendo un altro attacco bomba, ha recintato ed evacuato la zona, mandando via anche i giornalisti accorsi sul posto, i quali avevano già pubblicato sui social, subito dopo l’accaduto, numerose foto che documentavano la totale distruzione della zona. Successivamente è stato posto un divieto di pubblicazione di materiale fotografico su Twitter e Facebook.

Il presidente Erdogan ha giurato di voler sconfiggere il terrorismo che avvolge e minaccia la Turchia con attentati che si avvicendano da 18 mesi. “Questi attacchi- ha detto Erdogan- non indeboliscono la nostra tenacia nella lotta al terrorismo ma anzi rinforzano la nostra determinazione”. Ha così continuato “Il popolo turco non deve preoccuparsi, la lotta contro il terrorismo finirà bene e metteremo i terroristi in ginocchio”. Non c’è stata un’immediata rivendicazione di responsabilità dell’attacco. Meno di un mese fa, un’autobomba aveva già ucciso 29 persone e ne aveva ferrite 60, sempre ad Ankara. In quel caso il TAK, gruppo di militanza curdo, aveva rivendicato la responsabilità dell’atto e aveva preannunciato la continuazione di tali azioni. Molti degli attacchi subiti dalla Turchia negli ultimi due anni sono ricondotti ai militanti dello Stato Islamico, dichiarati responsabili di almeno quattro attentati bomba dal giugno 2015. L’11 marzo l’ambasciata americana ad Ankara aveva ricevuto un avvertimento riguardo un potenziale attacco terroristico agli edifici del governo turco.  

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